Quali sono i metodi migliori e quelli peggiori per prepararsi a un esame?


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Daniel Willingham, professore di psicologia all’Università della Virginia e autore di “Educare i ragazzi alla lettura: cosa possono fare genitori e insegnanti”, risponde:

Mi fa piacere che lo abbiate chiesto! Gli esperti hanno moltissimi consigli pratici al riguardo, ma la maggior parte degli studenti non li conosce. Si è svolta un’analisi delle metodologie di studio di ragazzi che frequentavano istituzioni particolarmente competitive, come l’Università della California (Los Angeles) ed è emerso che, perfino in queste università di punta, gli studenti utilizzavano strategie terribili.

Ad esempio, gli studenti sono abituati a sottolineare quello che leggono, ma lo studio dimostra che questa tecnica non aiuta la memorizzazione. La maggior parte degli studenti, infatti, sottolinea mentre sta leggendo il testo per la prima volta, quando non sa ancora che cosa sia veramente importante da essere messo in evidenza.

Un altro metodo poco efficace per la comprensione è la rilettura. Questa strategia, infatti, fa sì che lo studente abbia la sensazione di aumentare sempre più la conoscenza di un certo argomento. Rileggere è come riascoltare la stessa spiegazione più volte. Tutto ha perfettamente senso, quindi pensate, “Sì, certo, ho capito”. Ma ripassare la spiegazione di qualcun altro non significa che noi stessi saremmo in grado di rispiegarla.

La carenza della rilettura – ovvero non poter sapere se si è veramente appreso il materiale studiato – ci indica la nostra prima tecnica di studio efficace: l’autovalutazione.

L’autovalutazione può comportare l’utilizzo di flash card, può significare rispondere alle domande che si trovano in fondo al capitolo oppure destreggiarsi bene tra le domande di un compagno.

I benefici dell’autovalutazione sono due. Innanzitutto, diversamente dalla rilettura, l’autovalutazione offre una valutazione accurata di cosa si è imparato e se sia necessario continuare a studiare. Secondo, dozzine di studi dimostrano che l’autovalutazione è un ottimo modo per consolidare nella memoria il materiale studiato. Questa tecnica è ancora più efficace di impiegare lo stesso tempo a leggere attentamente lo stesso materiale.

Un’altra tecnica utile è quella di fermarsi periodicamente durante la lettura per chiedersi il motivo per cui un’affermazione nel testo sia vera. Tutti abbiamo sperimentato la sensazione di scorrere con gli occhi le parole di un testo senza realmente pensare a ciò che si stava leggendo. Fermarsi ogni qualche paragrafo per chiedersi “Perché ha senso?” induce a riflettere e quindi a imparare.

Una terza tecnica è quella di distanziare le sessioni di studio, invece di accumulare tutto insieme. Diversi studi hanno mostrato che la memoria dura più a lungo quando si ripassa il materiale studiato a distanza di giorni o perfino di settimane. Questa pratica può essere incoraggiata anche dagli insegnanti, che possono assegnare compiti e test con più frequenza, in modo da richiedere un ripasso del programma già visto indietro nel corso. Perfino dei piccoli aggiornamenti della memoria a breve termine possono risultare in grandi ritorni in termini di apprendimento.

Questo articolo è stato tradotto da: “What Are the Best and Worst Ways to Prepare for an Exam?” di Lola Irele, pubblicato su Scientific American, 1 luglio 2015.