Memorizzare vocaboli di inglese


inglese

“Ad oggi più del 50% delle aziende richiede la conoscenza della lingua inglese e diversi studi dimostrano come una persona che conosca bene l’inglese abbia circa il 30% in più di possibilità di trovare lavoro e percepisce una remunerazione economica molto maggiore rispetto a chi non sa comunicare con questa lingua…”
Questa frase ci fa toccare con mano quanto una scarsa confidenza con la materia possa arrecare danno ai nostri obiettivi professionali e personali.
Quanto è importante saper memorizzare vocaboli in inglese?
Tutti noi conosciamo l’importanza della lingua inglese per le opportunità che ci dà nei vari ambiti, eppure solo pochi decidono di approfondire il suo studio e padroneggiarla davvero. L’obiettivo infatti di ogni audio corso di inglese è proprio questo.
Quante volte ci siamo trovati nella situazione di voler comunicare in modo completo in questo linguaggio e abbiamo provato sensazioni sgradevoli?
Molti di noi infatti, studiano l’inglese alle scuole medie, alle superiori e anche negli anni universitari.
Al giorno d’oggi sono dedicati circa 7-10 anni di studio a questa lingua ma purtroppo sono in pochi a sentirsi a proprio agio.
Non viene dedicato alcuna parentesi temporale ne didattica all’atto di memorizzare vocaboli, parole o verbi che siano.
Il tutto viene lasciato alla sola competenza dell’individuo.
Forse anche tu hai conosciuto la frustrazione nel non riuscire a esprimerti con fluidità in questa lingua così importante!
Da cosa dipende questo?
Molte persone si approcciano ad una lingua pensandola come un rebus, più che come l’espressione verbale di un popolo. E così studiano la grammatica alla perfezione, dimenticando che dietro un linguaggio ci sta una storia, un pensiero, un’ evoluzione.
Fondamentale in una lingua è pensare in lingua: solo così si possono cogliere le sfumature essenziali ad entrare nel sistema dell’altro. Chi se ne intende sa bene che la comunicazione non è composta dalle parole.
E’ anche vero che le parole ci servono! Per testare la tua conoscenza d’inglese puoi fare un semplicissimo test.
Se ti chiedessi di dirmi in inglese il nome di tutte le cose che ci sono nella stanza in cui sei ora, sapresti farlo?
E tutte le cose che vedi fuori dalla tua finestra?
C’è da ammettere che qualche vocabolo sfugge a tutti!
Ma non solo! La vera piaga dell’inglese sono sempre stati per tutti gli aspiranti linguisti i famosi verbi irregolari.
Ma da oggi, se voi vorrete, non sarà più così!
Se esistesse un metodo per saperli memorizzare alla perfezione, studiarli in modo divertente e veloce, e riuscire a superare questo scoglio che finora vi ha bloccato nella conoscenza dell’inglese, come sarebbe?
Prova a immaginarti nell’esprimerti con estrema sicurezza, scioltezza nel ricordare i verbi di questa lingua, nota solo come il pensare a questo ti permette di avere una visione più chiara delle tue qualità e risorse che fin ora hai tenuto nascoste.
Quali vantaggi ti darà avere questo genere di competenza?
Quanto il saper parlare in inglese, ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi nel tempo che tu desideri?
Parlare l’inglese oggi è di vitale importanza, sia nella vita, sia nel lavoro.

Test di Medicina in inglese alla Humanitas: sarà l’8 settembre


HumanitasUniversity

La Humanitas University di Milano ha pubblicato la data del test di Medicina in inglese 2016, fissato per l’8 settembre, due giorni dopo il test di Medicina statale in italiano. L’ateneo milanese bandisce inoltre il test di ammissione al corso di laurea in Infermieristica, che sarà il 2 settembre.

La struttura del test di Medicina e di Infermieristica della Humanitas è la stessa del test statale, 60 quesiti: 20 domande di logica, 2 di cultura generale, 18 di biologia, 12 di chimica e 8 di fisica e matematica. Il tempo per svolgere il test è di 100 minuti. Anche l’assegnazione del punteggio segue gli stessi criteri della prova ministeriale di Medicina: 1,5 punti per ogni risposta esatta, meno 0,4 punti per ogni risposta errata e 0 punti per le risposte non date. Il punteggio massimo è di 90 punti.

Il bando con i dettagli sullo svolgimento del test di ammissione non è ancora stato pubblicato. Sulla pagina ufficiale del sito della Humanitas University sono però presenti informazioni sulla preparazione al test, tra le quali c’è la prova d’ingresso del 2015, con la quale ci si può confrontare per avere un’idea della difficoltà e delle abilità richieste. La prova è rivolta ai cittadini italiani ed europei ed è solo in lingua inglese, così come l’intero corso di laurea.

Quali sono i metodi migliori e quelli peggiori per prepararsi a un esame?


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Daniel Willingham, professore di psicologia all’Università della Virginia e autore di “Educare i ragazzi alla lettura: cosa possono fare genitori e insegnanti”, risponde:

Mi fa piacere che lo abbiate chiesto! Gli esperti hanno moltissimi consigli pratici al riguardo, ma la maggior parte degli studenti non li conosce. Si è svolta un’analisi delle metodologie di studio di ragazzi che frequentavano istituzioni particolarmente competitive, come l’Università della California (Los Angeles) ed è emerso che, perfino in queste università di punta, gli studenti utilizzavano strategie terribili.

Ad esempio, gli studenti sono abituati a sottolineare quello che leggono, ma lo studio dimostra che questa tecnica non aiuta la memorizzazione. La maggior parte degli studenti, infatti, sottolinea mentre sta leggendo il testo per la prima volta, quando non sa ancora che cosa sia veramente importante da essere messo in evidenza.

Un altro metodo poco efficace per la comprensione è la rilettura. Questa strategia, infatti, fa sì che lo studente abbia la sensazione di aumentare sempre più la conoscenza di un certo argomento. Rileggere è come riascoltare la stessa spiegazione più volte. Tutto ha perfettamente senso, quindi pensate, “Sì, certo, ho capito”. Ma ripassare la spiegazione di qualcun altro non significa che noi stessi saremmo in grado di rispiegarla.

La carenza della rilettura – ovvero non poter sapere se si è veramente appreso il materiale studiato – ci indica la nostra prima tecnica di studio efficace: l’autovalutazione.

L’autovalutazione può comportare l’utilizzo di flash card, può significare rispondere alle domande che si trovano in fondo al capitolo oppure destreggiarsi bene tra le domande di un compagno.

I benefici dell’autovalutazione sono due. Innanzitutto, diversamente dalla rilettura, l’autovalutazione offre una valutazione accurata di cosa si è imparato e se sia necessario continuare a studiare. Secondo, dozzine di studi dimostrano che l’autovalutazione è un ottimo modo per consolidare nella memoria il materiale studiato. Questa tecnica è ancora più efficace di impiegare lo stesso tempo a leggere attentamente lo stesso materiale.

Un’altra tecnica utile è quella di fermarsi periodicamente durante la lettura per chiedersi il motivo per cui un’affermazione nel testo sia vera. Tutti abbiamo sperimentato la sensazione di scorrere con gli occhi le parole di un testo senza realmente pensare a ciò che si stava leggendo. Fermarsi ogni qualche paragrafo per chiedersi “Perché ha senso?” induce a riflettere e quindi a imparare.

Una terza tecnica è quella di distanziare le sessioni di studio, invece di accumulare tutto insieme. Diversi studi hanno mostrato che la memoria dura più a lungo quando si ripassa il materiale studiato a distanza di giorni o perfino di settimane. Questa pratica può essere incoraggiata anche dagli insegnanti, che possono assegnare compiti e test con più frequenza, in modo da richiedere un ripasso del programma già visto indietro nel corso. Perfino dei piccoli aggiornamenti della memoria a breve termine possono risultare in grandi ritorni in termini di apprendimento.

Questo articolo è stato tradotto da: “What Are the Best and Worst Ways to Prepare for an Exam?” di Lola Irele, pubblicato su Scientific American, 1 luglio 2015.

 

Test di Medicina 2016 per studenti non comunitari, cosa sono


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Tra i test di Medicina che si svolgono ogni anno nelle università italiane, ci sono quelli rivolti a studenti non comunitari residenti all’estero. Tutti gli atenei, pubblici e privati, riservano un certo numero di posti a studenti con cittadinanza e residenza di paesi non appartenenti all’Unione Europea. E’ diverso il caso di studenti con cittadinanza non comunitaria ma regolarmente residenti in Italia, che concorrono agli stessi posti di Medicina banditi per cittadini italiani ed europei. Facciamo due esempi per distinguere i casi. Un candidato con cittadinanza e residenza in Brasile è uno studente non comunitario residente all’estero. Se lo stesso candidato con cittadinanza brasiliana prendesse residenza in Italia con regolare permesso di soggiorno, potrebbe accedere allo stesso concorso dei colleghi italiani.

I test di Medicina per studenti non comunitari residenti all’estero si svolgono spesso in date diverse da quelle fissate per le prove nazionali. Nel 2016 si sono già svolti tre test con posti riservati a studenti non comunitari. Sono il test di Medicina in inglese della Cattolica del 28 gennaio, con 30 posti disponibili, il test di Medicina in inglese del San Raffaele per 36 posti, tenuto il 30 marzo, e il test di Medicina in inglese della Humanitas University del 7 aprile, che ha riservato 40 posti a studenti non comunitari residenti all’estero. All’appello manca il test di Medicina in inglese statale, che fino al 2015 si è svolto in un’unica data anche per le aspiranti matricole non europee, ma che da quest’anno potrebbe riservare novità.

I test di Medicina in lingua italiana delle università private, invece, destinano i posti solo ai cittadini comunitari e non comunitari residenti in Italia, salvo eccezioni specificate nei bandi. Il test di Medicina statale fa storia a sé perché apre il concorso a tutti gli studenti, senza distinzioni tra non comunitari residenti in Italia e non comunitari residenti all’estero.

Il Metodo Cordua conquista l’Università Cattolica


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Venerdì 8 aprile 2016 le graduatorie ufficiali dell’Università Cattolica hanno certificato che i migliori concorrenti sono stati formati grazie al Metodo Cordua, ideato dalla Cordua Formazione, con due primi classificati in due graduatorie diverse: Medicina e Odontoiatria, dove si è anche conquistato un intero “podio”.

Il Metodo Cordua ha consentito a ben 42 suoi allievi di superare i test di Medicina e Odontoiatria dell’Università Cattolica che si è tenuto il 31 marzo 2016. Tra questi anche Alessia Barreca di Reggio Calabria e Sara Parato di Lavagna (GE), rispettivamente prime nelle graduatorie di Medicina e Odontoiatria.

Un risultato non nuovo per il Metodo Cordua (negli ultimi 3 anni ha ottenuto almeno un 1° posto tra le graduatorie per cui ha preparato i suoi allievi), ma straordinario se considerato il numero di partecipanti: 7.332 per Medicina e 480 per Odontoiatria (dove Francesco Catalano di Messina e Luigi innocente di Catanzaro, hanno ottenuto il secondo e il terzo posto).

In totale, 33 allievi preparati nell’ultimo anno grazie al Metodo Cordua sono stati ammessi a Medicina su 270 posti disponibili e 9 a Odontoiatria su 25 posti disponibili (un terzo del corso di laurea). Numeri straordinari se rapportati alla selettività del test dell’Università Cattolica (mediamente solo il 3% dei candidati viene ammesso).

Questo successo è stato preceduto a gennaio 2016 dal test di ammissione a Medicine & Surgery, sempre dell’Università Cattolica, ma in lingua inglese. Gli allievi del Metodo ad essere stati ammessi, in quell’occasione, hanno raggiunto il 25% del corso di Laurea: 5 allievi su 20 posti disponibili. In questo test la selettività è stata anche maggiore del corso in italiano; per 20 posti messi a bando erano presenti 875 candidati (2% di ammissione).

A favorire questi risultati, il Metodo Cordua: il percorso sviluppato per il superamento di test d’ingresso universitari, che potenzia la preparazione sulle materie scientifiche di volta in volta richieste dagli specifici esami, grazie ad una formazione individuale di tipo cognitivo e motivazionale.

Prime indiscrezioni sul test della Cattolica: lungo ma non difficile


test-ingresso-bocconi (Custom)Sono passate poche ore dal test di Medicina 2016 dell’università Cattolica di Roma, tenuto il 31 marzo. Gli allievi del Metodo Cordua si stanno godendo il meritato riposo dopo avere affrontato quella che, per molti di loro, è stata la prima sfida dell’anno.

Ecco alcune considerazioni di Francesco Cordua, ideatore del Metodo Cordua per la preparazione ai test di ammissione, su ciò che è stato simile e su cosa invece è stato diverso rispetto alle prove degli anni passati.

Per quanto riguarda i 20 quesiti di inglese, “questa parte è stata relativamente semplice per i nostri ragazzi, – afferma Cordua – con domande molto simili a quelle incontrate durante le simulazioni svolte nei mesi di preparazione. Il lavoro fatto con la nostra tutor ha dato un supporto importante”.

Le 10 domande di cultura religiosa sono risultate “per la maggior parte semplici, la restante parte è stata considerata ugualmente fattibile da alcuni e più insidiosa da altri”.

“In merito alle 90 domande di ragionamento logico, – prosegue Francesco Cordua – oltre ai tanti quesiti simili a quelli visti nelle esercitazioni, ci sono state due novità rispetto alle prove degli anni scorsi. I brani richiedevano dettagli e non deduzioni, che in genere nascondono dei distrattori. Inoltre i quesiti di attenzione e precisione, uniti a quelli di logica figurale, negli ultimi 3 anni sono stati molto presenti e hanno pesato, 
mentre nel test 2016 tale peso è stato all’incirca dimezzato e sostituito con domande di logica numerica.
Questa sostituzione ha richiesto un tempo maggiore di esecuzione, che ha reso la prova non difficile ma più lunga da svolgere.

La mia riflessione è che se la prova è apparsa lunga ai nostri allievi, che si sono allenati attraverso moltissime simulazioni, per chi non le ha affrontate lo sarà stata ancora di più”.

“A questo punto bisognerà vedere a quanto si attesterà il punteggio del 270′ in graduatoria. – conclude Cordua – Non voglio e non posso avventurarmi nel dare un numero senza disporre della prova ufficiale e soprattutto di un punteggio minimo relativo all’anno precedente. Il 2016 è infatti il primo anno in cui il test di Medicina della Cattolica non conteggerà la media scolastica. Pertanto l’imperativo d’obbligo è quello di attendere la pubblicazione della graduatoria ufficiale”.