Aspettare i risultati dei Test di Ammissione, gestione dell’ansia


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Aspettando i risultati dei test di ammissione 2015 di area sanitaria, i candidati potrebbero sentirsi in ansia. Si tratta infatti di passare almeno una settimana, ma spesso molto di più, senza farsi travolgere dalle emozioni che generalmente insorgono nell’attesa della pubblicazione delle graduatorie. Dopo prove così importanti come il test di ammissione per la facoltà universitaria desiderata per tanto tempo, è frequente tra i candidati ripensare al momento dello svolgimento della prova e avere dubbi sulle risposte date oppure farsi prendere dallo sconforto per la sensazione di avere sbagliato tutto. Al contrario, qualcuno potrebbe concludere la prova e mandare nel “dimenticatoio” il test di ammissione, risultando “indifferente” all’attesa della graduatoria. Sono tutti stati emotivi normali in situazioni di grande stress, anche se differenti tra loro. Ecco la spiegazione di come si genera l’ansia dell’attesa e alcuni consigli del Metodo Cordua di preparazione ai test di ammissione per cercare di gestirla e di trascorrere i giorni precedenti all’uscita della graduatoria nel modo più tranquillo possibile.

Come mai reagiamo in modo differente all’ansia dell’attesa dopo il test di ammissione?

“Come noto alcuni studenti si approcciano al test con la filosofia del tentativo, – spiega Francesco Cordua, ideatore del Metodo Cordua – con l’unico scopo di tentare la fortuna sperando in domande facili per tenersi un’eventuale porta aperta. Per la maggioranza dei candidati, invece, le cose sono molto diverse. Molti studenti investono sul test una notevole quantità di energie e di risorse cognitive ed emotive. Per questi ragazzi e ragazze, il cui livello motivazionale è elevatissimo, la preparazione inizia svariati mesi prima della data di svolgimento del test, e l’enorme interesse che li spinge può essere legato sia ad aspirazioni personali sia a vicende familiari, in alcuni casi anche molto delicate. A questi elementi va aggiunto il fattore finanziario, che non consente a tutti di spostarsi in altre città per intraprendere un percorso di studi di durata quasi decennale. Coloro che si trovano in questa situazione potrebbero vivere l’immatricolazione in una sede distante dalla loro residenza alla stregua di un’esclusione, dato che si troverebbero impossibilitati alla frequenza. Con questi elementi si può quindi spiegare la grande variabilità delle reazioni individuali allo stesso evento. Esistono, però, anche elementi meno soggettivi, o individuali, che influenzano lo stato d’animo dei candidati in attesa di responso. E’ stato dimostrato, infatti, che l’assenza di controllo sugli eventi, con il conseguente senso di impotenza derivante dall’attesa obbligata, è uno dei fattori maggiormente stressanti sia per gli esseri umani, sia per gli animali cognitivamente più evoluti. Numerosi studi hanno constatato come il livello di stress causato da un evento viene percepito in misura nettamente maggiore se la persona coinvolta ha la sensazione di non avere alcun controllo sullo svolgersi degli eventi. L’attesa impotente della pubblicazione dei risultati di una prova molto importante rientra a pieno titolo nel novero di eventi stressanti sui quali le persone interessate non hanno alcuna forma di controllo, se non la spasmodica ricerca di informazioni attraverso tutti i canali disponibili. In quest’ottica è facile comprendere quale importanza venga data da chi è in febbrile attesa alle notizie di dubbia attendibilità che filtrano dal web, che nelle poche ore, o giorni, in cui restano in circolazione prima di essere ufficialmente smentite generano false convinzioni e reazioni entusiastiche o disperate”.

Consigli su come gestire l’ansia nei giorni successivi al test di ammissione

“La via migliore è trascorre i giorni successivi al test di ammissione con cautela, – afferma Cordua – senza farsi stravolgere dalle voci di corridoio e affidandosi solo alle fonti di informazione ufficiali, o al parere di esperti. Per aiutare a scongiurare l’ansia è sempre utile valutare le eventuali alternative e sulle altre prove che aspettano ogni studente, tenendo sempre a mente che il corso di una vita non si esaurisce con la pubblicazione di una graduatoria, e che nel peggiore dei casi sarà possibile presentarsi nuovamente l’anno successivo”.