Quanto influiscono il sostegno della famiglia e della scuola nella preparazione al test di ammissione?


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Nel percorso di formazione dello studente è sempre molto importante il sostegno della famiglia e della scuola, due figure con cui il giovane ha bisogno di confrontarsi. A maggior ragione in un momento delicato come quello della scelta di preparare un test di ammissione e poi durante il periodo di studio, il ruolo della famiglia e della scuola possono essere decisivi. Vediamo in che modo.

Il ruolo della famiglia nel percorso motivazionale verso il test di ammissione

Trovare la motivazione necessaria a mettere il massimo impegno nella preparazione del test di ammissione è un punto chiave per la buona riuscita del percorso. Molti ragazzi sognano fin da bambini di fare il medico, l’infermiere o il veterinario per diverse ragioni e questo può dare una grossa spinta alla motivazione quando arriva il momento di preparare il test di ammissione. In altri casi maturano questa aspirazione durante il percorso di studi perché sono portati per le materie scientifiche o vi si appassionano. In altri casi ancora la scelta avviene attraverso la guida di uno o di entrambi i genitori perché fanno quel mestiere oppure perché pensano che sia la strada migliore. In tutti i casi, lo studente ha bisogno di continue conferme per rafforzare la motivazione e per mantenerla fino al giorno del test di ammissione. «Fin dal primo incontro conoscitivo e dalla maturazione della decisione di preparare il test di ammissione con il Metodo Cordua, – racconta Francesco Cordua, responsabile di Cordua Formazione -impostiamo il lavoro sulla triangolazione docente-allievo-genitore. Questo lavoro prosegue per tutto il percorso formativo in cui lo studente ha costantemente bisogno del sostegno della famiglia per essere incoraggiato e rassicurato. La motivazione non può mancare, da subito ci devono essere una consapevolezza e una crescita nella persona che pianifica il suo futuro programmando di passare il test di ammissione».

Guarda il video a Letizia Rossi, che ha superato il test di ammissione all’Università statale di Parma nel 2014

Guarda il video alla mamma di Letizia Rossi sul percorso di preparazione del test di ammissione

Il ruolo della scuola nella fase di orientamento degli studenti che pensano di provare un test di ammissione

Il liceo ha tra i suoi compiti quello di traghettare i ragazzi dall’adolescenza all’età adulta. Nel caso degli studenti che scelgono di provare un test di ammissione in una facoltà sanitaria è proprio la scuola che fornisce gli strumenti necessari a orientarsi nella fase di decisione. E’ necessario quindi che i licei siano preparati a dare informazioni sui test di ammissione, sulla natura e sulle modalità di svolgimento delle prove e sulle materie da studiare fin dal quarto anno. «Come formatore ho svolto diverse ore di orientamento gratuito in quarte classi di alcuni licei italiani. – dice Francesco Cordua -Credo infatti nell’importanza del sostegno che va dato agli studenti per aiutarli a capire se affrontare un test di ammissione per una facoltà sanitaria è davvero quello che desiderano e se possono maturare la motivazione necessaria a prepararlo».

30 Aprile 2015

Test di ammissione, perché prepararlo con il giusto anticipo


Metodo Cordua

Sogni un lavoro in camice bianco? Il Metodo Cordua ti consiglia di iniziare a preparare il test di ammissione a Medicina fin dall’estate del quarto anno di liceo. Perché?
Come ci spiega Francesco Cordua, responsabile di Cordua Formazione, ci sono tanti motivi per lavorare sul test di ammissione a Medicina con il giusto anticipo.

Perché le materie dei test di ammissione a Medicina sono ampie

«Quando qualche studente chiede informazioni sulla preparazione ai test di ammissione a Medicina,- dice Cordua -gli diamo un test di prova per fargli capire in concreto cosa si deve aspettare. Le materie sono logica, cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica. Anche se il numero di domande per ogni materia cambia, per essere sicuri di passare è necessario essere preparati su tutte. Alcuni candidati infatti potrebbero sottovalutare fisica e matematica, ad esempio, perché nel test statale dell’anno scorso erano 8 domande in tutto su un totale di 60. I dati dimostrano il contrario: è passato proprio chi ha fatto bene quelle».

Perché i test di ammissione a Medicina che ti puoi giocare in Italia sono otto

«In Italia nel 2015 vengono svolti 8 test di ammissione a Medicina.- aggiunge Francesco Cordua -Il primo è stato quello in lingua inglese dell’Università Cattolica di Roma il 28 gennaio scorso, mentre il secondo e il terzo sono stati quelli del San Raffaele di Milano in italiano e in inglese, svolti il 19 marzo. Infine il 31 marzo si è tenuto quello in italiano della Cattolica». E’ evidente che chi aspira a diventare una matricola della Cattolica o del San Raffaele deve a maggior ragione iniziare a studiare nell’estate della quarta.
Vediamo le altre date dei test di ammissione 2015 a Medicina:

– Campus Biomedico di Roma – 28 agosto

– Atenei statali in italiano – 8 settembre

– Humanitas di Milano – 10 settembre

– Atenei statali in inglese – 16 settembre

Perché puoi candidarti per più atenei nel test di ammissione a Medicina delle università statali

«Gli atenei statali in cui si tengono i test di ammissione a Medicina sono 40. Nella domanda di candidatura oltre a indicare l’ateneo in cui si vuole fare la prova,- conclude Cordua -si possono indicare in ordine di preferenza gli altri 39 atenei in cui si chiede di essere ammessi in caso di esclusione dal primo. Per esempio, scelgo di svolgere il test di ammissione a Genova e come seconda opzione metto Roma. Se a Genova ottengo punteggio 46/90 dove il punteggio minimo per passare è 47, sarò escluso da Genova ma sarò ammesso a Roma dove il punteggio minimo per entrare è 44/90». Perciò è importante essere preparati al meglio per giocarsi davvero tutte le possibilità di passare il test di ammissione.

29 Aprile 2015

Test di ammissione, come prepararsi a diventare competitivi


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La forte concorrenza tra i candidati al test di ammissione a Medicina

Nel percorso di preparazione del test di ammissione a Medicina si deve tenere conto del fatto che ci si trova in concorrenza con candidati provenienti da tutta Italia. Le graduatorie infatti sono nazionali e il test di ammissione alle facoltà statali è quello più tentato. A settembre 2013 hanno concorso circa 80mila persone (scese a 64mila nel 2014 per l’anticipazione del test ad aprile) per 10mila posti disponibili tra Medicina e Odontoiatria. Significa che di questi 80mila candidati solo 1 su 8 è entrato.
Un altro fattore che non va trascurato da chi prova il test al quinto anno di liceo, è che tra quegli 80mila concorrenti ci sono studenti universitari che ritentano l’ammissione dopo avere dato esami in biologia e altre materie scientifiche utili alla preparazione di Medicina.

Preparare il test di ammissione: diventare competitivi

«Una componente fondamentale della preparazione al test di ammissione a Medicina è la competitività. – sottolinea Francesco Cordua, responsabile di Cordua Formazione -Il liceale, ma anche l’universitario stesso, deve essere preparato, oltre che a fare bene per sé, a fronteggiare la competizione con gli altri. A volte infatti la differenza di punteggio tra l’ultimo ammesso in graduatoria e il primo degli esclusi si gioca su una sola domanda sbagliata, che magari si sarebbe anche saputa fare giusta! E’ questione di approccio, fa la differenza chi impara a controllare il proprio stato interiore, chi cura i minimi dettagli della preparazione».

La percentuale di successo nei test di ammissione con il Metodo Cordua

Proprio per la massima attenzione ai dettagli e il tutoraggio personalizzato garantiti dalla preparazione al test di ammissione attraverso il Metodo Cordua, la percentuale di successo degli studenti ammessi a Medicina è di almeno 8 su 10, ovvero l’80%. Parallelamente al percorso didattico, gli insegnanti del Metodo Cordua lavorano sull’approccio mentale, dando ai candidati gli elementi per controllare la gestione dell’ansia e adottare il giusto atteggiamento di determinazione che torneranno loro utilissimi il giorno del test di ammissione.

Guarda il video ad Antonella Palucci, che ha superato il test 2014 in italiano al San Raffaele di Milano entrando tra i primi 100

https://www.youtube.com/watch?v=XHm2dwxFjmU

Guarda il video a Francesco Cordua sulla percentuale di successo degli studenti del Metodo Cordua

 

Preparare il test di ammissione: quanto conta l’atteggiamento


 

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L’atteggiamento vincente: il test di ammissione è un’occasione unica

Preparare un test di ammissione richiede innanzitutto di adottare un atteggiamento propositivo, programmando uno studio costante e un lavoro su se stessi che permettano di arrivare al giorno della prova carichi e pronti, non solo sul piano delle conoscenze.
«E’ necessario mettersi nell’ottica di giocarsi tutto in una sola chance di 2 ore. – afferma al riguardo Francesco Cordua, responsabile di Cordua Formazione -E allenarsi ogni giorno per arrivare al test di ammissione in piena forma. Non si può dire “ok voglio andare alle Olimpiadi” e poi allenarsi quando ci si riesce o quando se ne ha voglia. E’ questione di adottare il giusto atteggiamento, fare bene alla prima preparandosi e concentrandosi per dare tutto. Questo è un aspetto fondamentale che insegniamo nei nostri corsi e che forse a volte la scuola trascura».

Imparare a gestire lo stress del test di ammissione

Un altro aspetto che si deve curare nella preparazione del test di ammissione è la capacità di gestire lo stress. Non c’è solo lo stress dovuto all’ansia di “non sapere”, ma anche quello dovuto al fatto di trovarsi per circa 2-3 ore in un posto con tanti altri candidati. E’ una situazione che crea ulteriore ansia se non si conosce e non si hanno elementi per affrontarla. «Il programma di tutoraggio dei nostri corsi prevede di preparare i futuri candidati a vivere il momento esatto del test di ammissione. – aggiunge Cordua -Significa stare circa 2 ore sotto stress chiusi in una stanza con altre persone e gestire la situazione senza perdere la concentrazione».

Guarda il video a Giorgio Stabile, che ha superato con successo diversi test di ammissione 2014/2015

Le differenze tra un test di ammissione all’università e le verifiche a scuola

Durante tutto il ciclo scolastico dell’obbligo e fino alla maturità, gli studenti si muovono in un sistema nel quale ci sono tante possibilità di recuperare le materie e mettersi in pari. Pensiamo alle interrogazioni per rimediare un brutto voto e alle verifiche di recupero. Un altro esempio di metodologia di recupero reintrodotta nel sistema italiano dalla riforma Gentiloni del 2007 dopo la sua abolizione nel 1995 è il “debito formativo”. L’alunno segue corsi di recupero in orario extrascolastico e colma le lacune con un esame di riparazione a fine estate per essere ammesso alla classe successiva e non perdere l’anno.
Uscendo da questo tipo di sistema scolastico, alcuni giovani provano il test di ammissione pensando che “tanto al massimo lo riprovo l’anno prossimo”. Ma pensano alle conseguenze sul percorso di formazione e lavoro date dalla perdita di un anno? L’atteggiamento che premia è quello di chi si gioca tutto alla prima chance!

Quanto influiscono il tutoraggio personalizzato e le dinamiche di gruppo nella preparazione dei test di ammissione?


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Affrontare il percorso di preparazione al test di ammissione seguendo i corsi del Metodo Cordua permette di instaurare due tipi di relazione che influiscono positivamente sia sull’aspetto tecnico dello studio che sull’aspetto motivazionale. Sono la relazione con i tutor che affiancano gli studenti lungo tutto il cammino e quella con gli altri studenti.

Il test di ammissione preparato con il tutoraggio personalizzato

Il metodo di svolgimento dei test di ammissione tramite domande a risposta multipla (crocette) garantisce la stessa possibilità a tutti i candidati di ottenere un risultato positivo perché la risposta giusta è una sola e non c’è valutazione soggettiva da parte degli esaminatori. Passare una prova con domande a risposta multipla richiede capacità intuitive, conoscitive e di gestione dello stress. Ognuno di noi può essere più o meno portato per una di queste capacità, ma tutte vanno comunque allenate per raggiungere un livello di sicurezza tale da garantirsi il successo. Per assicurare a ogni allievo un lavoro attento e curato in questa direzione, il Metodo Cordua punta sulla personalizzazione dei percorsi. Dopo un certo numero di ore di corso con lezioni in classe sulle materie dei test di ammissione, si verifica la resa e si prosegue con un lavoro ritagliato su ciascun studente, organizzando piccoli gruppi di studio seguiti passo dopo passo dai tutor. Il monitoraggio è costante ed è svolto anche attraverso simulazioni di test di ammissione per riprodurre la situazione del giorno della prova e permettere ai candidati di “prendere confidenza” con le modalità di svolgimento. «Per garantire agli studenti tutto il sostegno necessario nella preparazione del test di ammissione,- dice Francesco Cordua, responsabile di Cordua Formazione -seguiamo circa 150 persone all’anno e non di più. L’obiettivo è portare tutti a poter fare almeno l’80% di risposte giuste. In un anno di lavoro possiamo arrivare a svolgere anche 750 ore di formazione». Passando molto tempo con i preparatori, tra i ragazzi e i tutor si instaura un rapporto di fiducia e conoscenza che gioca un ruolo fondamentale non solo sull’aspetto tecnico, ma anche su quello motivazionale. I tutor diventano punti di riferimento per gli studenti e contribuiscono a infondere loro sicurezza e determinazione.

Le dinamiche di gruppo tra gli studenti che preparano i test di ammissione

Un aspetto che gioca a favore degli studenti che preparano il test di ammissione con il Metodo Cordua e vengono inseriti in gruppi di studio, è la sinergia che si crea tra i ragazzi. Tra coloro che prendono parte ai corsi ci sono sia liceali che universitari e spesso tra questi si instaura un rapporto di scambio di esperienze e di confronto che accresce la motivazione personale di chi prepara il test di ammissione. Studiare insieme, confrontare gli errori, discutere di ciò che riesce più facile o difficile e sostenersi a vicenda sono alcuni esempi di valori aggiunti che si ricevono scegliendo di preparare il test di ammissione insieme ad altre persone, sia che si tratti di compagni di classe o di scuola sia che si tratti di nuove conoscenze.

25 Aprile 2015

Test di ammissione: quando comincio a prepararlo?


Metodo Cordua

Cresce l’attesa per il bando sui test di ammissione 2015. Intanto il ministro Giannini ha annunciato l’introduzione di prove di autovalutazione e corsi di preparazione per gli studenti del quinto anno. Ma quanto tempo serve per preparare un test di ammissione?

Novità dal Ministero sul bando per i test di ammissione 2015

Le aspiranti matricole delle facoltà sanitarie aspettano con ansia il bando del Ministero dell’Università per scoprire se ci saranno cambiamenti nelle prove dei test di ammissione 2015. Martedì 21 aprile infatti il ministro Stefania Giannini ha annunciato che è stata istituita una commissione che si sta occupando della revisione delle domande per i test e si riunirà il 6 maggio. Inutile quindi attendere il bando sui test di ammissione 2015 prima di quella data.

Prova di autovalutazione e corsi degli atenei per preparare gli studenti ai test di ammissione

Riguardo all’orientamento degli studenti, il ministro Giannini ha parlato di una prova di autovalutazione per gli studenti del quinto anno di liceo, che darà loro un’idea di quello che dovranno affrontare nei test di ammissione. Inoltre, stando sempre alle intenzioni del Ministero, alcuni atenei potrebbero attivare dei corsi di preparazione ai test.

Orientamento e preparazione ai test di ammissione, occhio al tempo!

Il Ministero sembra orientato a rivolgere le prove di autovalutazione e i corsi di preparazione agli studenti del quinto anno, ma siamo sicuri che il tempo basterà?
L’abbiamo chiesto a Francesco Cordua, responsabile di Cordua Formazione: «Decidere di affrontare il test di ammissione alle facoltà sanitarie e prepararlo richiede un impegno che non permette di mettersi in moto all’ultimo minuto.- dice -In un test di ammissione di Medicina e Odontoiatria, ad esempio, ci sono domande di logica, cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica. Ogni materia richiede un approfondimento e una serie di esercitazioni». In più si parla dell’anno della maturità. Anche pensando che uno studente si butti sui libri e non abbia impegni extrascolastici, come farà a essere pronto sia per l’esame del diploma (giugno-luglio) che per il test di ammissione (settembre) se non li prepara entrambi per tempo?

Guarda il video sul Metodo Cordua per prepararti ai test di ammissione

Quando mi conviene partire per preparare il test di ammissione?

«L’ideale per arrivare al test di ammissione preparati al meglio e senza eccessive ansie è iniziare la preparazione durante l’estate del quarto anno di liceo.– prosegue Francesco Cordua -Sarà anche un sacrificio passare l’estate sui libri, ma ne potrebbe valere la pena nella prospettiva di realizzare il proprio sogno al primo colpo e non perdere neanche un anno di università».

Martina Miglio ha cominciato nell’estate del 2014, ci racconta che: “Ho iniziato il percorso di preparazione quando frequentavo il quarto anno di liceo e volevo provare il test di ammissione a Medicina nel 2015. Ho cominciato a preparare le materie delle prove e mi sono esercitata facendo i test degli anni passati e le simulazioni che qui a Cordua Formazione mi venivano fornite quotidianamente. Il 19 Marzo scorso ho affrontato il Test di ammissione al San Raffaele di Milano. Sono entrata, classificandomi al 67° posto in graduatoria! Il segreto è stato giocare d’anticipo!”