Memoria e intelligenza


einsteinPer quanto concerne la memorizzazione e l’intelligenza, un noto studioso, avanzò la teoria delle intelligenze multiple secondo cui si possono distinguere sette tipi di intelligenza diverso ognuna dei quali reggenti capacità diverse ed indipendenti.I test per la misurazione del quoziente d’intelligenza usati tuttora prendono in esame solo due o tre tipi di intelligenza individuati dallo studioso risultando quindi di affidabilità parziale. Si è comunque potuto osservare che il cervello è in generale suddivisibile in due emisferi con compiti differenti:

  • l’emisfero sinistro svolge generalmente le funzioni logico-razionali;
  • l’emisfero destro che dualmente presiede le facoltà intuitive e creative molto utili ai fini della memorizzazione.

I sistemi educativi moderni e più in generale la società attuale, tende a valorizzare il primo emisfero lasciando quindi il secondo “poco allenato”. Si è notato che il potenziamento di quest’ultimo emisfero, proprio perché meno sviluppato del sinistro, porta a sostanziali miglioramenti delle facoltà intellettive generali.
Poiché le tecniche di memorizzazione utilizzano processi creativi e dinamici per la corretta assimilazione dei dati, esse giocano un ruolo fondamentale nel potenziamento dell’emisfero sotto-utilizzato. Si può quindi affermare che l’incremento dell’efficienza mnemonica, provocando l’assimilazione di una maggiore quantità di informazioni da elaborare ed un miglioramento delle facoltà creative, provoca un aumento delle capacità intellettive.
Il modo più naturale di pensare è quello dell’associazione mentale. Fin da bambini ci è stato insegnato che quell’oggetto strano in cucina con quattro gambe si chiama tavolo; da allora, ogni oggetto con la stessa forma è diventato per noi un tavolo, come è logico che sia. Dobbiamo, quindi, se vogliamo memorizzare una qualsiasi informazione, imparare ad associare. Occorrono delle associazioni molto precise per distinguere due informazioni simili, ma sostanzialmente diverse: ad esempio, TAVOLO è diverso da SCRIVANIA, anche se la forma è simile. Se l’associazione viene fatta solo per esercizio, occorre sempre partire da un punto preciso, con una immagine precisa.
Proprio per questo ci chiediamo: COME FUNZIONANO DI PRECISO LE IMMAGINI?
Questa è una di quelle domande che possono realmente fare la differenza in ciò che facciamo, visto che il dilemma diventa più ampio e corrisponde ad un secondo quesito che è: MEMORIZZARE MEGLIO CHE SIGNIFICATO HA?
A nostro modo di vedere memorizzare più velocemente e con più efficacia ha un significato molto più importante del semplice imparare ad apprendere, noi lo chiamiamo in un modo molto semplice ma anche molto incisivo: SPOSTARE I LIMITI. Quanto sia importante nella vita di ognuno di noi vivere la possibilità di scoprire le infinite potenzialità della nostra mente anche solo riuscendo ad aumentare del 30-50% la velocità di memorizzazione lo sa solo chi si sia dato la possibilità di frequentare corsi come il seminario “C.I.A.O.” di cui vanno tutti estremamente fieri per ciò che i partecipanti si siano portati via da tempo.
Grazie ad ognuno dei lettori di aver dato la possibilità di scoprire come le tecniche di memoria possano rendere più incisivo l’apprendimento di testi, racconti, giornali, libri di qualsiasi difficoltà e genere, da Analisi matematica a Kafka, in fin dei conti è solo un metodo, come andare in bicicletta, una volta imparato rimarrà per sempre.

Tecniche di memoria nello studio di materie scientifiche


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Lo studio delle materie scientifiche in molti ragazzi appare più impegnativo di quanto lo sia in realtà, tanto che materie come matematica, fisica e chimica sono ormai classificate nell’immaginario comune come difficili o almeno impegnative.
Come mai sono nate certe credenze? Molto spesso il metodo con cui si affrontano questi studi non dà valore alle materie in sé e alle capacità di apprendimento che ognuno di noi possiede, ma si limita ad una mera ripetizione o trascrizione che risulta spesso difficile o noiosa.
Questa metodologia “dimentica” l’utilizzo della parte destra del nostro cervello (dove risiedono immagini creative e vivide, intuizioni, sogni e fantasticherie) nella memorizzazione di formule o codici che, così facendo, possono sembrare totalmente astratte.
Un metodo vincente per poter affrontare lo studio di formule e teoremi scientifici è invece quello di creare un clichet mentale (basato su immagini creative) per classificare tutti gli operatori matematici e numerici, cosicché essi non siano più cose astratte, bensì figure concrete a cui poter fare riferimento nella propria memoria sempre.
Associando insieme tutte le immagini caratterizzanti quella determinata formula attraverso storie creative si raggiunge un risultato straordinario….”tutto ciò di cui hai bisogno è già dentro di te”.
Ciò significa che, qualora l’informazione non viene subito richiamata, non c’è bisogno di andare a riprendere in mano i libri, basterà soltanto accedere al nostro emisfero delle immagini per ricavare la storia creata e quindi risalire alla formula scientifica.
Digerire questo metodo rappresenta l’obiettivo di quei pochi percorsi di eccellenza che riportano all’interno del proprio programma didattico un seminario sulle tecniche di memoria; un grande passo per coloro che studiano materie scientifiche, grazie al quale possono ottimizzare i tempi di studio e avere degli strumenti in più per poter recuperare le informazioni nella loro memoria.
È possibile quindi affermare che la creatività è una caratteristica fondamentale anche nello studio di questa tipologia di materie, se non addirittura parte integrante, anche perché senza un minimo di “genio creativo” non sarebbe possibile trovare nuove idee e farsi domande che vanno aldilà di ciò che è già stato appurato e verificato……Personaggi come Galileo, Newton, Einstein non sarebbero rimasti nella storia se non avessero avuto intuizioni geniali prodotte dall’uso massimo che ognuno di noi può fare della propria immaginazione.